Tuffo nei ricordi. Oggi sono stata a pranzo da mia mamma. Nella mia vecchia casa. Da quando mi sono trasferita ogni tanto vado a trovare mia mamma ma non mi piace entrare nella mia vecchia camera, ed evito sempre di farlo. Il mio trasferimento e’ stato repentino e sopratutto e’ avvenuto in un periodo un po particolare della mia vita. Tutto di fretta, sono quasi scappata e ho tagliato i ponti con la mia “vecchia vita” di sempre. Ho vissuto un po il mio trasferimento come un voler dimenticare il passato e aprirmi a una nuova vita, celebrando l’indipendenza con trombette e cappellini a cono. E entrare nella mia vecchia camera mi fa sempre un certo che. Ora c’e’ odore di stanza chiusa, non vissuta, come una roulotte in periodo invernale. E’ tutto congelato, fisso e immutato nel tempo. Sembra la stanza di una bambina un po principessa. Ci sono tutte le mie cose, ancora tanti miei vestiti negli armadi, tutti i miei libri e anche “l’armadio del cosplay” con Dylan Dog attaccato dentro, gli adesivi del Fuerte Ventura e dell’Ashram. La mamma non mi ha buttato via nulla. Si e’ presa un piccolo spazio e basta dove ci ha messo delle piante. Oggi pero’ mi sono portata via uno dei miei vecchi teschi. Mi e’ sembrato come di profanare un piccolo tempio immacolato. Strana sensazione. Mi sembra che tutta quella roba non sia piu’ di mia proprieta’. E forse e’ meglio continuare a pensarla cosi’.
Ps: nella mia camera c’e’ ancora lo scontrino del locale del mio primo appuntamento con Masaki. L’avevo conservato come ricordo. L’unica cosa che fa da anello di congiunzione tra la vecchia e la nuova Francy. Pero’ aveva pagato lui. Facendo finta di andare a pisciare.















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