Chernobyl Synopsis 4: "Elysium" - Francesca Dani

Chernobyl Synopsis 4: "Elysium"

Torre di raffreddamento del reattore 5

[ autore: Francesca Dani ]

Tutto si può soffocare nella memoria di un essere umano, salvo il suo bisogno di sopravvivere alla distruzione del tempo e perfino alla scomparsa della speranza sulla Terra.
Campi Elisi, in una città che si approssimava a diventare eterna.
Gli uomini hanno cominciato con una scienza che partiva da un punto molto alto, il che la rendeva anche molto pericolosa. E questo spiega come mai quella scienza fu sempre difficile da capire e restò chiusa nell'ambito di quel perimetro, dove infine si spense quando non poté servire ad altro che a bruciare se stessa.


La torre di raffreddamento del reattore 5 di Chernobyl è uno dei luoghi più inquietanti della zona di esclusione. E' enorme, gigantesco, non puoi capire la sua scala immensa fino a quando non ci entri dentro e guardi in su. Per entrare nella torre si deve attraversare una grande e solitaria distesa di cemento, poi dei campi incolti e centinaia di travi metalliche arrugginite sono accatastate nelle vicinanze su cui sono svettano segnali triangolari che avvertono in modo brusco e schietto: "pericolo radiazioni".
L'intera area è disseminata di ostacoli nascosti, frammenti di metallo arrugginito di varie forme e dimensioni che ricoprono il terreno e una infinità di cavi metallici di vario tipo che attraversano l'erba incolta come serpenti - e ti meraviglierai di come dei semplici frammenti di metallo potranno darti una strana inquietudine. Tutte le volte che vedo questa forma immensa e innaturale mi da sempre la sensazione di un'antica piramide azteca che emerge da una giungla dimenticata da Dio; un tempio agli dei da tempo dimenticato nella memoria che fu.
Alzando gli occhi verso il cielo la vista della torre è vertiginosa, una prospettiva surreale che mi fa girare la testa, e così cerco sempre di tenere gli occhi a terra mentre continuo a camminare nella confusione di cavi, cemento, erbacce e metallo arrugginito. Questa incredibile struttura è troppo grande per riuscire a crederci fin da subito - devi vederla più da vicino per convincerti: sembra qualcosa di extraterrestre nella sua scala sovrumana. All'interno del suo cuore, sul pavimento ci sono barre spezzate e strutture in cemento che si protendono verso l'apertura sopra: un lontano cerchio di luce - che in qualche modo ti da respiro - all'interno dell'anello di una precaria impalcatura vecchia di decenni. E' tutto così surreale. Se la guardi da lontano questa struttura  sembra liscia, un oggetto solido di eleganti e perfette proporzioni geometriche. Ma la vita a volte insegna che non tutto è come sembra, no? E così, vista da dentro invece ti rendi conto dei difetti nei suoi muri storti, i blocchi che la formano sono irregolari, impilati quasi in modo precario... alla fine, per quanto enorme possa essere, è pur sempre opera di esseri umani. Così quando realizzi di trovarti al suo interno, circondato e quasi sepolto da infinite tonnellate di cemento, la sensazione che hai non è decisamente bella, ma sapere che c'è una via d'uscita - come in tutte le cose della vita - ti aiuta a restare dentro. Altrimenti sarebbe una vera follia.

Chernobyl Synopsis: "Elysium"

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