Chernobyl Synopsis 1: "Il tempo dei bambini" - Francesca Dani

Chernobyl Synopsis 1: "Il tempo dei bambini"

Ricordi colorati

[ autore: Francesca Dani ]

Gli affetti dell’infanzia si imprimono nel cuore come tatuaggi indelebili. Quando sembrano morti sono solo svenuti. E possono riprendere a vivere senza bisogno di troppe spiegazioni.


Una delle cose più difficili da sostenere durante l'esplorazione degli edifici di Prypjat, sopratutto per una donna, sono le scuole e la nursery dell'ospedale dove ancora ci sono libri, quaderni e giochi dei bambini. Non è però la vista degli oggetti che ti colpisce nel profondo, alla fine è quello che ti aspetti di trovare: quello che fa male all'anima è l'idea che migliaia di bambini sono stati esposti a radiazioni mortali prima di essere evacuati permanentemente dalle case dove sono nati e cresciuti e questo ha avuto un impatto distruttivo su di loro sia psicologicamente che fisicamente.

Quando il mondo diventa troppo brutto per poterci vivere, i bambini possono ritirarsi in quello della loro immaginazione. Tutti i bambini che sono sfortunati da piccoli diventano grandi prima degli altri.

32 anni dopo, molte donne in Ucraina e Bielorussia continuano a mettere al mondo figli con instabilità genomica dovuta alla esposizione alle radiazioni di Chernobyl dell'86. L'instabilità genomica ha aumentato la probabilità di contrarre tumori, malattie genetiche e malformazioni. Uno studio commissionato a Rivne, 340 chilometri a ovest della centrale ha dimostrato la maggior incidenza in Europa di malformazioni del tubo neurale degli embrioni, il luogo dove durante la gravidanza si svilupperà il cervello.
Dal 1986, anno dell'incidente nucleare, la popolazione è diminuita di 6 milioni e mezzo principalmente per l'incremento delle morti infantili. Chernobyl, il più grave disastro nucleare della storia, è soprattutto una strage di bambini. Di chi era bambino ai tempi e di chi lo è ora perché l’esposizione a sostanze atomiche è come una maledizione: si passa di padre in figlio e trent’anni dopo quel 26 aprile 1986 l’Ucraina sta ancora facendo i conti con questa terribile eredità. La fuoriuscita di vapore contaminato cessò il successivo 10 maggio, ma il reattore numero 4 della centrale fu definitivamente tombato nel “sarcofago” solo tre anni dopo grazie al lavoro di un esercito di 600mila uomini che si sottoposero a dosi di radiazioni altissime. La storia li ricorderà come “i liquidatori”. Nonostante il loro sacrificio, gli isotopi della morte sono riusciti ad avvelenare un un territorio di 150mila chilometri quadrati fra Ucraina, Russia e Bielorussia su cui vivevano più di 17 milioni di abitanti: 2 milioni e mezzo avevano meno di sette anni.


La lunga battaglia contro Chernobyl non è ancora finita.

Chernobyl Synopsis: "Il tempo dei bambini"

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