Chernobyl Synopsis 2: "La vita dopo la tempesta" - Francesca Dani

Chernobyl Synopsis 2: "La vita dopo la tempesta"

Il mondo la fuori

[ autore: Francesca Dani ]

Se si accoglie il vuoto che gli abbandoni ci portano, gli addii sono fonte di progresso, di rinascita, di nuove occasioni di vita. Se resistiamo, se rimpiangiamo, ci tormenteremo per anni. ll dolore rovescia la vita, ma può determinare il preludio di una nuova rinascita.


Il 26 aprile 1986 Chernobyl è diventata tristemente nota a tutto il mondo. Il giorno dopo, tutti i 50.000 abitanti della città di Prypjat, vennero obbligati a fuggire dalle loro case lasciandosi dietro tutto delle loro vite. Questa è ormai una vicenda tristemente conosciuta a tutti, ma tanti non conoscono un'altra parte molto triste di questa storia: fu loro promesso che sarebbero tornati nelle loro case entro cinque giorni, ma non vi fecero mai più ritorno e nella fuga molti dei loro cani e gatti domestici vennero abbandonati al loro destino. In "Preghiera per Chernobyl", una testimonianza raccolta in un libro della scrittrice bielorussa Nobel per la letteratura Svjatlana Aleksievič, racconta di "cani che ululano, cercando di salire sugli autobus, mentre i soldati li spingevano fuori a calci". Le famiglie, con il cuore spezzato, chiedevano pietà ai soldati, implorando di non uccidere i loro cuccioli. Suppliche rimaste inascoltate, poiché furono inviate squadre per sparare agli animali considerati radioattivi e quindi pericolosi. Ma alcuni di loro sono sopravvissuti e centinaia di cani che ora vagano nell'area attorno a Chernobyl sono ritenuti i loro discendenti e popolano le zone intorno al reattore. Anche se la loro vita non è facile (devono sopportare anche i rigidi inverni ucraini), gli animali hanno formato una vera e propria comunità, allegra e numerosa. Chi visita Chernobyl non può non amarli, sono affettuosi e cercano sempre qualche coccola dai visitatori.

Ci sono storie sulla zona di esclusione, in cui si racconta che vi si trovino animali selvatici con terribili mutazioni genetiche in giro per la città di Prypjat, ma queste non sono vere. Proprio come gli umani sopravvissuti alle bombe atomiche di Hiroshima e Nagasaki, gli uccelli e i mammiferi di Chernobyl hanno sviluppato cataratte agli occhi e una diminuzione nella dimensione del cervello. Tutte queste rappresentano le conseguenze dirette dell'esposizione alle radiazioni ionizzanti presenti nell'aria, nell'acqua e nei cibi. Invece è vero che in giro, si trovano ancora strani effetti su alberi e piante. Chi sta studiando la vegetazione locale, dopo 32 anni sta ancora raccogliendo polline deformato e catalogato tantissimi alberi e fiori deformi. Nella periferia della città ci si può imbattere in alberi e fiori che crescono strani a causa delle mutazioni genetiche derivate dalle radiazioni ancora presenti nel suolo.

La natura è forte e combattiva, molto più di noi esseri umani. Ma sopratutto non ha paura di ricominciare una nuova vita in una situazione dove sembra non esserci  più speranza per il futuro. La natura, nel suo silenzio, prevarrà sempre e comunque sulla mano dall’uomo.

Chernobyl Synopsis: "La vita dopo la tempesta"

Powered by SmugMug Log In