Chernobyl Synopsis 9: "Leonid Toptunov, il sognatore che sapeva leggere tutto il libro" - Francesca Dani

Chernobyl Synopsis 9: "Leonid Toptunov, il sognatore che sapeva leggere tutto il libro"

Chernobyl Golden Corridor

[ autore: Francesca Dani ]

Leonid Toptunov aveva solo 25 anni quando, in una delle stanze della centrale nucleare di Chernobyl, si trovò in una mano una delle energie più potenti che esistono e nell'altra il destino di milioni di uomini. Davanti a lui solo una scelta: quella che non era la sua.
Le stelle sono i punti di riferimento dell’Universo. Imbrigliare una energia potente al pari della loro e portarla sulla Terra è il desiderio di ogni sognatore.
Esistono storie però, dove la società in cui viviamo perdona il criminale ma non il sognatore.


Il 26 aprile 1986 di Leonid Toptunov

In plancia di comando, quella notte, oltre al capo dello shift Alexander Akimov, era presente Leonid Toptunov, un giovane ingegnere con un’esperienza di appena tre mesi, che si trovò ad essere il responsabile del regime operazionale del reattore 4, tra cui i movimenti delle 211 barre di sicurezza. 
Il test cominciò, e il primo errore si verificò immediatamente, durante l’abbassamento della potenza, quando Toptunov spense quasi l’intero reattore, portandolo ad appena 30MW. A tale bassa potenza interviene un effetto chiamato “xenon poisoning“, ovvero inizia un anomalo assorbimento dei neutroni da parte dello xenon-135, che causa un forte rallentamento nella reazione di fissione. A quanto pare, gli operatori non conoscevano tale fenomeno e, pensando che la riduzione della potenza fosse dovuta ad un malfunzionamento, ritirarono le barre di controllo in una configurazione del tutto irregolare sia in situazione di corretto funzionamento che di emergenza.

Le azioni di Toptunov tuttavia, facevano parte dei comandamenti di un suo superiore contro il quale Leonid protestò in svariati modi per le sua preoccupazione riguardante la sicurezza. NESSUNA colpa per l'incidente si trova quindi sulla schiena di Toptunov. Dopo l'esplosione, lui, insieme ad un altro operatore del reattore, andò ad aprire manualmente le valvole che dovevano riempire il reattore con acqua di raffreddamento: ricevette una dose fatale di radiazioni da acqua radioattiva in cui si immerse fino al ginocchio per diverse ore. Morì 18 giorni dopo, all'età di 25 anni.

Leonid è sepolto nel cimitero di Mitino nella periferia di Mosca, in una bara di piombo a quattro metri sotto terra. Suo padre si ricorda ancora, quando durante una delle sue visite alla tomba del figlio, un uomo gli passò accanto e gli sussurrò in un orecchio: "E' stato il tuo figlio di puttana a far scoppiare tutto".
La nostra orribile tendenza a giudicare gli altri è la più grande barriera all'amore e alla comprensione. La cosa più difficile, a tratti veramente impossibile, è quella di conoscere se stessi, perciò facciamo la cosa più facile: giudichiamo gli altri. L’amore è l’unico specchio che dovremmo imparare a usare per giudicare noi stessi e le altre persone.

Mi piace pensare, che in una realtà parallela, le cose fossero andate in maniera diversa. Come lo avrebbe giudicato la storia quindi? Se avesse avuto successo, ecco che tutti quanti avrebbero voluto parte della sua gloria. Ma in questa nostra realtà, Leonid Toptunov ha fallito per colpa di altri e tutti hanno voluto il suo sangue. Forse, però, non sarebbe dovuta essere una sorpresa il finale di questa storia piena di arroganza: quella energia ha attirato come una calamita ciarlatani, cacciatori di pubblicità e altri strani individui con una presa non troppo salda sulla realtà. 
Quella notte, mentre gli uomini e le donne di Pripjat dormivano, tutti i loro destini si aprirono per un istante sulla stessa pagina, una pagina che nessun lettore avrebbe mai voluto leggere e che mostrava la vera storia di una delle forze più grandi  dell’Universo. 
Ma riuscì a leggerla solo una persona, che se ne andò in silenzio senza dire nulla. 


Nell'ultima foto: Leonid Toptunov

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