Chernobyl Synopsis 11: "L'appartamento di Leonid Toptunov a Pripyat" - Francesca Dani

Chernobyl Synopsis 11: "L'appartamento di Leonid Toptunov a Pripyat"

L'appartamento di Leonid Toptunov a Pripyat

[ autore: Francesca Dani ]

Chi mi conosce bene sa della mia quasi ossessione verso la figura di Leonid Toptunov. E' probabilmente la persona che più nella mia vita avrei voluto conoscere. Molte volte però, le cose che desideriamo hanno la specialità di arrivare tardi. Presto è arrivato il momento del troppo tardi ed io, come mi è successo tante volte nella vita, sono arrivata puntuale.
Quando sono entrata in casa sua pensavo di rimanere un po' scossa e invece era tutto così familiare e tranquillo, come se fossi entrata in punta di piedi in casa di un amico.


La mia visita all'appartamento di Leonid Toptunov a Pripyat

Se non ti è concesso conoscere alcune persone, perché queste non esistono più nel piano dove viviamo noi esseri umani, l'unica cosa da fare è quella di cercare le loro memorie tra i ricordi delle persone che le hanno conosciute e di cui portano nel cuore il loro ricordo. Andare a caccia di ricordi non è sempre semplice: la memoria di ogni uomo è la sua storia privata. Ma non esiste separazione definitiva finché esiste il ricordo. Bisogna stare sempre molto attenti a tuffarsi nei ricordi delle persone, sopratutto se  riguardano una storia così complessa e dolorosa: spesso, ci si fa molto male cadendo di cuore.


Durante uno dei miei viaggi in Ucraina, mi sono incontrata con un suo caro amico e collega del tempo che mi ha raccontato un pò di lui: aveva 25 anni ed era il classico giovane laureato da poco in cerca della stabilità con un buon lavoro ma anche di emozioni, amava la scienza, la birra e le belle donne.
Viveva da solo nel suo piccolissimo appartamento a Pripyat, un bilocale minuscolo all'ultimo piano di un palazzo di 9 piani con un totale di 90 appartamenti. Nello stesso palazzo, un piano sotto, abitava Alexei Ananenko, uno dei tre "sommozzatori". Leonid e Alexei erano amici.

  • L'appartamento di Leonid Toptunov a Pripyat
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Dopo un po di tempo in ricerche sono riuscita a trovare il suo appartamento a Pripyat. E' tanto tempo che mi sto documentando approfonditamente sulla sua figura, sono così affascinata dalla sua vita e da quello che lui era. 
Non rivelerò l'esatta ubicazione del suo appartamento: non me ne vogliate ma considero quel posto un luogo da preservare in tutti i modi possibili e non mi darei pace se sciacalli arrivassero lì con il solo scopo di portare via le sue ultime cose rimaste.

Tutti coloro che lavoravano alla centrale nucleare, con il tempo avevano diritto ad un appartamento a spese dello stato: gli alloggi non erano ne acquistati dagli inquilini ne tantomeno in affitto. Ogni appartamento veniva concesso in conformità con le regole di residenza nell'Unione Sovietica. La norma era di 7 metri quadrati a persona. L'appartamento di Leonid era di circa 25 mq: un piccolo salotto, un bagno e una cucina. Non aveva una camera ma dormiva in un divano letto nel salotto. La vista dal terrazzo però era bellissima: dal 9° piano gli orizzonti di Pripyat avevano un senso di sicurezza. 

  • L'appartamento di Leonid Toptunov a Pripyat
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Il suo appartamento è ancora abbastanza ben conservato: sul suo letto, secchi e ormai senza vita, ci sono ancora dei fiori in ricordo di lui. E' uscito di casa il 25 Aprile 1986 per prendere parte al turno di mezzanotte al reattore numero 4 e non è mai più tornato a casa. Era al pannello di controllo del reattore al momento dell'esplosione, assieme ad Akimov: ha ricevuto una dose letale durante i tentativi di riavviare il flusso di acqua di alimentazione del reattore. Morì nell'ospedale n°6 di Mosca il 14 Maggio per malattia acuta da radiazione.

Sua mamma in quell'appartamento c'è stata solo due volte. Una nel 1985: aveva comprato per il figlio alcuni mobili per la sua nuova casa e lo aveva aiutato nel trasloco, ed una negli anni '90, quando dopo svariati tentativi di entrare nella zona contaminata è riuscita in quello che era uno dei suoi ultimi desideri, recuperare l'album delle foto del figlio. 
Cos’è un ricordo? Qualcosa che hai o qualcosa che hai perso per sempre? Io sono ottimista e dopo tanto tempo ho imparato a credere nella prima opzione. Io ho perso mio padre quando ero ragazzina e attualmente non mi ricordo più neanche come era la sua voce. Ho imparato quindi a non dimenticare le cose belle e mi piace aiutare le persone a non farlo. Il tempo si muove in una direzione e i ricordi in un altra, ma in qualche modo possiamo riuscire a gestire questo movimento nel modo meno doloroso possibile.

  • L'appartamento di Leonid Toptunov a Pripyat
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Leonid adorava il suo collega Sasha Akimov.
Lenya e Sasha, chi ha avuto modo di conoscerli ha confermato che l'uno era l'ombra dell'altro. Probabilmente Leonid vedeva Sasha come un fratello maggiore che non aveva mai avuto, come un qualcuno che lo avrebbe guidato in alcune scelte della sua vita in un momento di difficile cambiamento. Anche se aveva un carattere da ribelle, aveva pur sempre bisogno di qualcuno a cui aggrapparsi: essere da soli, a 25 anni, lontano dalla famiglia, in un ambiente lavorativo non propriamente facile, in un contesto sociale difficile, con un lavoro tra le mani talmente difficile e importante da gestire, si attiva nella psiche un meccanismo strano che ti fa sentire incompleto verso il mondo che ti circonda.
Ma alla fine uno si crede incompleto e invece è soltanto giovane.

Chernobyl Synopsis: "L'appartamento di Leonid Toptunov a Pripyat"

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  • Leonid "Lenya" Toptunov

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