Chernobyl Synopsis 6: "Ananenko, Bezpalov e Baranov: la realtà dietro il mito" - Francesca Dani

Chernobyl Synopsys 6: "Ananenko, Bezpalov e Baranov: la realtà dietro il mito"

I "Liquidatori" di Chernobyl

[ autore: Francesca Dani ]

Gli uomini hanno cominciato con una scienza che partiva da un punto molto alto, il che la rendeva anche molto pericolosa. E questo spiega come mai quella scienza fu sempre difficile da capire e restò chiusa nell'ambito di quel perimetro, dove infine si spense quando non poté servire ad altro che a bruciare se stessa.


Ananenko, Bezpalov e Baranov: la storia dimenticata dei tre eroi di Chernobyl

Il 14 dicembre, si celebra il giorno della memoria dei "liquidatori di Chernobyl".
Il governo ucraino lo ha sancito il 10 novembre del 2006 con un decreto ufficiale. La data non è stata scelta per caso: era il 14 dicembre quando la costruzione del "sarcofago" protettivo che copriva il quarto reattore esploso fu conclusa.

In questa storia piena di incompetenza, delusione e arroganza, l'unico elemento ispiratore è l'eroismo degli uomini e delle donne che hanno lottato per superare il disastro: un esercito di circa 600.000 persone. Vi parlo spesso dei liquidatori di Chernobyl ma oggi vi voglio raccontare la storia di 3 di loro in particolare: Alexey Ananenko, Valeriy Bezpalov e Boris Baranov. Questi tre uomini probabilmente salvarono la maggior parte dell'Europa dal diventare una landa radioattiva.

Durante il disastro di Chernobyl, per quasi 2 giorni, nessuno è stato avvertito riguardo alle radiazioni, perchè coloro che si trovavano "in cima" cercavano disperatamente di coprirsi: "il panico è peggio delle radiazioni". Tutti gli operai e i vigili del fuoco combatterono coraggiosamente per spegnere il fuoco, nessuno di loro fu informato dei pericoli, ma anche quando diventarono evidenti loro andarono avanti. Nei giorni precedenti gli elicotteri militari sovietici volavano sopra il reattore esploso: sotto di loro c'era il 'moderatore' di grafite, 2500 tonnellate di carbone radioattivo, che era in fiamme e se non controllato sarebbe bruciato per i prossimi tre mesi, rilasciando materiale radioattivo nell'atmosfera ogni ora che passava. Il reattore danneggiato stava bruciando e affondando attraverso il pavimento rinforzato ed era in pericolo di crollare al di sotto, nelle stanze inondate di acqua. Ciò avrebbe innescato quindi una seconda esplosione, questa volta termica, che secondo i calcoli dei fisici, sarebbe arrivata a distruggere Kiev, contaminare l'approvvigionamento idrico utilizzato da 30 milioni di persone e rendere l'Ucraina del Nord inabitabile per più di un secolo. Una volta confermata questa minaccia sono iniziate migliaia di corse su elicotteri, scaricando sacchi di sabbia per lo più nel nucleo scoperto. L'acqua doveva essere drenata il più in fretta possibile, ma c'era bisogno di qualcuno che si immergesse là sotto per aprire le valvole in modo manuale. Così furono chiamati dei volontari, con una sola "leggera" differenza: qui il destino a cui andavano incontro gli fu reso chiaro fin da subito. Valeri Bezpalov, Alexei Ananenko e Baranov furono selezionati perché sapevano dove andare e cosa fare esattamente. Furono dotati di tute con spessore extra per... dare a loro più tempo. Dopo un pò di tempo sott'acqua, tornarono in superficie: i loro colleghi sembravano saltare per la gioia dopo aver saputo che erano riusciti nella missione.

"Ma in quello stesso momento tutti e 3 gli uomini soffrivano già di intossicazione acuta da radiazioni e morirono dopo poco."

TRE UOMINI SEPOLTI TROPPE VOLTE:
Ho scritto l'affermazione sopra circa la loro morte, in modo marcato, perché è quello che probabilmente molti di voi hanno sempre letto o sentito in giro. Ma l'ultimo capitolo della loro storia è ben diverso: tutti e tre sono sopravvissuti.
Baranov morì di attacco cardiaco nel 2005 mentre Bezpalov e Ananenko sono ancora in vita. La trama della loro storia ha conosciuto giri incredibili.
Alexey Ananenko, ha recentemente raccontato in maniera dettagliata la sua vita a Chernobyl e come andarono veramente le cose durante il loro gesto eroico. Alexey ha fatto notare giustamente, che lo svuotamento della piscina è un'operazione decisamente normale e regolare per un tecnico. "Mi sono offerto volontario, perché lavoravo in quel settore e conoscevo tutti i dettagli. L'acqua arrivava fino alle ginocchia. L'operazione stessa è stata rapida e senza complicazioni."
Il fattore di rischio, inclusa l'esposizione all'acqua radioattiva, era comunque sconosciuto: nessuno sapeva come la sua gradualità sarebbe cambiata lungo il percorso che portava più in profondità nel corridoio e quindi era impossibile prevedere la quantità da radiazioni della dose ricevuta. Insieme ad Ananenko, Boris Baranov, il capoturno della stazione, scese in piscina. Il terzo uomo fu Valery Bespalov. Alla fine dell'operazione, i tre sommozzatori controllarono i dosimetri (uno sul petto e uno ad una caviglia) e provarono un incredibile sollievo: i valori non erano così scioccanti. "Se fossero state pari a dozzine di raggi X me lo sarei ricordato..." - afferma lo stesso Ananenko.
Un incredibile e meraviglioso completamento di un'operazione eroica, di cui purtroppo la vera informazione è stata manipolata in modi incredibili durante i decenni, e quindi per riflesso, questi uomini sono stati "sepolti" troppe volte dall'immaginario collettivo.
Da allora, l'epopea di Chernobyl ha generato molti miti e leggende, e l'episodio dei tre  sommozzatori della "suicide squad"  non fa eccezione.
Nonostante la verità sia rimasta sconosciuta per tanti anni, queste tre persone sono state lo stesso mosse da coraggio e altruismo: ma non è la morte che fa gli eroi.

Quasi nessuno conosce la vera storia di queste tre persone, del loro altruismo e coraggio.


La medaglia che tengo in mano nella foto qui sotto è l'unica al mondo istituita per premiare le persone che hanno partecipato alle operazioni per mettere in sicurezza un impianto nucleare dopo un incidente o che hanno effettuato le successive operazioni di decontaminazione e bonifica dei territori circostanti. Il testo in cirillico nella parte superiore significa "Partecipante alla Campagna di Pulizia" e la sigla in basso "4A3C" è la sigla per l’ "Impianto Nucleare di Chernobyl". Questa medaglia appare raramente sul mercato collezionistico occidentale: è la medaglia all’onore dei liquidatori di Chernobyl. Il simbolo raffigurato è una goccia di sangue che viene attraversata dai raggi alfa, beta e gamma.
Nell'ultima foto invece, due dei volontari: Ananenko e Bezpalov.

A pochi metri dal reattore 4 vi è un monumento in onore a tutti i liquidatori che recita queste parole:
"A coloro che salvarono il mondo"

Chernobyl Synopsys: "Ananenko, Bezpalov e Baranov: la realtà dietro il mito"

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