G-Cans: la megastruttura sotterranea di Tokyo contro le inondazioni

Ho visitato il G-Cans, l’enorme struttura sotterranea sotto Tokyo progettata contro le inondazioni. Un luogo surreale, ciclopico, che sembra uscito da un film di fantascienza.
G-Cans: la megastruttura sotterranea di Tokyo contro le inondazioni
Immagine: G-Cans: la megastruttura sotterranea di Tokyo contro le inondazioni

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Visita al gigantesco tempio sotterraneo che protegge Tokyo dalle inondazioni

Se esiste un luogo capace di far innamorare contemporaneamente gli appassionati di archeologia industriale, ingegneria e scenari fantascientifici, quel luogo è sicuramente il G-Cans di Tokyo.

Nascosto sotto la prefettura di Saitama, a pochi chilometri dalla capitale giapponese, si trova uno dei progetti infrastrutturali più impressionanti mai realizzati dall’uomo: il Metropolitan Area Outer Underground Discharge Channel, conosciuto semplicemente come G-Cans.

Dall’esterno sembra un complesso anonimo, uno di quei posti davanti ai quali la maggior parte delle persone passerebbe senza degnargli uno sguardo. Del resto, l’umanità ha un talento naturale nel fotografare il cappuccino del mattino ignorando opere di ingegneria costruite per evitare che milioni di persone finiscano sott’acqua.

Sotto terra, però, la storia cambia completamente. Il G-Cans appare come una gigantesca cattedrale di cemento che potrebbe tranquillamente appartenere a un film di fantascienza post-apocalittico. O, più probabilmente, al quartier generale segreto di qualche organizzazione misteriosa decisa a controllare il meteo.

Durante il mio viaggio in Giappone ho avuto l’opportunità di visitarlo e, nonostante avessi visto decine di fotografie online, nessuna immagine riesce davvero a prepararti a ciò che si prova entrando in questo colosso sotterraneo.

Perché una cosa è guardare una foto sullo schermo di uno smartphone. Un’altra è ritrovarsi lì sotto e rendersi conto che qualcuno, a un certo punto della storia, ha pensato che scavare una cattedrale di cemento nel sottosuolo fosse una soluzione perfettamente ragionevole. E, sorprendentemente, aveva ragione.

Cos’è il G-Cans?

Il G-Cans, il cui nome ufficiale è Metropolitan Area Outer Underground Discharge Channel, è uno dei progetti di ingegneria idraulica più impressionanti mai realizzati e viene comunemente considerato il più grande sistema sotterraneo di controllo delle inondazioni al mondo.

Situato nella città di Kasukabe, nella prefettura di Saitama, a nord di Tokyo, è stato progettato per proteggere l’area metropolitana giapponese dalle devastanti alluvioni causate da tifoni, piogge torrenziali e dall’esondazione di alcuni piccoli fiumi che attraversano la regione.

La costruzione dell’opera è iniziata nel 1992 e si è conclusa nel 2006, dopo oltre tredici anni di lavori. Il sistema si sviluppa per circa 6,3 chilometri nel sottosuolo, a una profondità di circa 50 metri, e collega cinque enormi pozzi cilindrici a una gigantesca camera di compensazione conosciuta oggi come Underground Temple, il “Tempio Sotterraneo” che ha reso famoso il G-Cans in tutto il mondo.

Come funziona il sistema anti-inondazione del G-Cans?

I cinque pozzi di raccolta, profondi circa 70 metri e con un diametro di oltre 30 metri, intercettano l’acqua proveniente dai fiumi minori della regione quando questi rischiano di esondare. Attraverso una rete di gallerie sotterranee, l’acqua viene convogliata nella grande cisterna centrale sostenuta da 59 enormi colonne di cemento armato, per poi essere pompata nel vicino fiume Edo grazie a potenti turbine e pompe capaci di spostare fino a 200 metri cubi d’acqua al secondo.

L’obiettivo del G-Cans non è quello di impedire le piogge o i tifoni, cosa che sarebbe piuttosto ambiziosa persino per i giapponesi, ma di limitare i danni che questi fenomeni possono causare a una delle aree urbane più popolose del pianeta.

Un’infrastruttura invisibile sotto Tokyo

Nonostante la sua importanza strategica, gran parte della struttura rimane invisibile agli occhi dei milioni di persone che ogni giorno vivono e lavorano nella grande area di Tokyo. Solo la sezione del “tempio” è accessibile tramite visite guidate, mentre il resto continua a svolgere silenziosamente il proprio lavoro ogni volta che le condizioni meteorologiche lo richiedono.

È forse proprio questo uno degli aspetti più affascinanti del G-Cans: una delle opere di ingegneria più spettacolari del Giappone non è stata costruita per attirare turisti o apparire sulle cartoline, ma semplicemente per fare in modo che milioni di persone possano continuare la propria vita senza accorgersi di ciò che accade sotto i loro piedi.

Numeri impressionanti

Per comprendere le dimensioni del G-Cans basta osservare alcuni dati:

  • 5 enormi pozzi di raccolta.
  • Pozzi profondi circa 65-70 metri.
  • Diametro dei pozzi di circa 32 metri.
  • Oltre 6,3 chilometri di tunnel sotterranei.
  • Gallerie situate a circa 50 metri di profondità.
  • Una gigantesca camera di compensazione lunga 177 metri e larga 78 metri.
  • 59 pilastri monumentali che sostengono la struttura.
  • Capacità di pompare fino a 200 metri cubi d’acqua al secondo verso il fiume Edo.

Questi numeri spiegano perché il G-Cans venga spesso definito il più grande sistema sotterraneo di drenaggio del pianeta.

L’Underground Temple: il cuore del G-Cans

La parte più famosa dell’intero complesso è senza dubbio la camera di compensazione, soprannominata “Underground Temple” o “Tempio Sotterraneo”.

Appena si scendono le scale e si entra nella sala principale, la sensazione è quella di trovarsi in una gigantesca cattedrale costruita da una civiltà futuristica.

Le enormi colonne in cemento creano prospettive quasi irreali. La luce artificiale contribuisce a rendere l’ambiente ancora più surreale, mentre il silenzio amplifica la sensazione di trovarsi in un luogo fuori dal tempo.

Non sorprende che questo spazio sia stato utilizzato come set fotografico, location cinematografica e ambientazione per video musicali. La sua atmosfera unica ha inoltre ispirato scenari e livelli di alcuni videogiochi.

Come visitare il G-Cans

Il G-Cans si trova nella città di Kasukabe, nella prefettura di Saitama, a nord di Tokyo. Essendo una struttura ancora pienamente operativa, è visitabile esclusivamente tramite tour guidati organizzati e non è possibile accedere liberamente al complesso.

La prenotazione è obbligatoria e deve essere effettuata in anticipo attraverso il sito ufficiale del G-Cans.
Le visite guidate permettono di accedere al centro informazioni e alla celebre camera di compensazione conosciuta come Underground Temple e si svolgono esclusivamente in lingua giapponese.

Una nota importante da considerare: poiché il complesso continua a svolgere una funzione essenziale per la protezione dell’area metropolitana di Tokyo dalle inondazioni, gli accessi possono essere limitati o addirittura sospesi in caso di manutenzioni o condizioni meteorologiche particolari.

La mia visita al G-Cans

Da appassionata di infrastrutture, siti industriali e luoghi che la maggior parte delle persone ignorerebbe volentieri in favore dell’ennesimo tempio o della solita foto con vista su Shibuya, il G-Cans era una delle tappe che aspettavo con maggiore entusiasmo.

Per raggiungerlo da Tokyo mi sono concessa quasi due ore di treno. Un tragitto perfettamente sensato, se il vostro concetto di vacanza prevede di attraversare mezza area metropolitana giapponese per visitare una mega struttura progettata per evitare che milioni di persone finiscano sott’acqua. Ognuno ha le proprie priorità.

La cosa che mi ha colpito maggiormente non è stata soltanto la dimensione della struttura, ma il contrasto tra il suo aspetto monumentale e la sua funzione incredibilmente pratica. Non è stato costruito per stupire. Nessuno, probabilmente, si è mai seduto a un tavolo pensando: «Creiamo una cattedrale di cemento che faccia impazzire gli appassionati di megastrutture dall’altra parte del mondo». Eppure è successo.

Dentro l’Underground Temple

Una volta scesa nell’Underground Temple (circa un centinaio di gradini), però, ho scoperto che anche i miei capelli avevano deciso di partecipare all’esperienza. L’umidità presente all’interno della gigantesca cisterna ha rapidamente convertito i miei capelli lisci in una massa crespa dotata di una volontà propria.

Camminando tra le enormi colonne si perde completamente il senso della scala. Le persone diventano minuscole e ogni fotografia riesce a catturare soltanto una parte della reale imponenza dell’ambiente. È uno di quei luoghi che ti fanno sentire incredibilmente piccolo e che, allo stesso tempo, ti ricordano come l’umanità sia capace di realizzare opere straordinarie.

Il souvenir più improbabile del Giappone

E naturalmente la visita non poteva concludersi senza una sosta al negozio di souvenir che si trova all’ingresso. Perché, diciamocelo, se percorri quasi due ore di treno per visitare una gigantesca cisterna anti-inondazione e poi torni a casa senza alcuna prova tangibile, chi mai potrebbe crederti? Così oggi sono l’orgogliosa proprietaria di una magnifica t-shirt con la scritta “Disaster Prevention”. Non so se mi renderà più preparata alle emergenze, ma ammetto che difficilmente avrei potuto desiderare un souvenir più perfetto.

Vent’anni fa, quando tornavo dai miei innumerevoli viaggi in Giappone, le valigie erano piene di parrucche colorate, accessori cosplay, paillettes e lustrini. Cose perfettamente ragionevoli, almeno secondo la me di allora.

Vent’anni dopo, torno dal Giappone con una t-shirt dedicata alla prevenzione dei disastri naturali dopo aver attraversato mezza area metropolitana per visitare una gigantesca cisterna anti-inondazione.

Ho sostituito i lustrini con il cemento armato. Evidentemente ognuno invecchia a modo suo. E se devo essere sincera, credo che la ragazza di allora mi guarderebbe con una certa perplessità. Salvo poi chiedermi dove si compra quella maglietta.

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