Ex sottostazione elettrica Voltri a Genova

L’ex sottostazione elettrica Voltri è uno dei più affascinanti esempi di archeologia industriale della Liguria. Costruita tra il 1928 e il 1930 per alimentare le industrie della Val Cerusa, oggi colpisce per la sua elegante architettura Belle Époque e per gli insoliti dettagli decorativi ispirati all’elettricità.
Ex sottostazione elettrica Voltri di Genova
Immagine: Ex sottostazione elettrica Voltri di Genova

INDICE DELL'ARTICOLO:

Le origini dell’ex sottostazione elettrica Voltri

L’ex sottostazione elettrica Voltri a Genova rappresenta una delle testimonianze più affascinanti e meno conosciute dell’archeologia industriale ligure. Alle porte di Genova, questa elegante infrastruttura racconta una fase cruciale dello sviluppo elettrico italiano, quando l’energia incarnava il progresso e la modernità.

Nonostante abbia cessato la propria attività da decenni, l’edificio continua a distinguersi per l’architettura raffinata e per i numerosi dettagli decorativi che lo differenziano dalle anonime cabine elettriche contemporanee.

La crescita dell’industria elettrica in Liguria

Tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento, la Liguria attraversò una forte espansione industriale. Accanto ai grandi stabilimenti siderurgici, crebbe rapidamente anche la richiesta di energia elettrica necessaria per alimentare fabbriche, officine e infrastrutture.

In questo contesto, nel 1903, nacque la Società Elettrica Riviera di Ponente Ing. Rinaldo Negri & C., destinata a diventare una delle realtà più importanti del settore energetico ligure.

Dalla Edison alla C.I.E.LI.

Nel 1923 la Edison di Milano acquisì la società, che in seguito assunse il nome di C.I.E.LI., acronimo di Compagnia Imprese Elettriche Liguri.

Grazie all’arrivo di nuovi capitali, l’azienda completò opere rimaste a lungo sulla carta e ampliò la rete elettrica regionale. In quegli anni prese forma anche il progetto della sottostazione elettrica di Voltri.

La costruzione della sottostazione elettrica di Voltri

Tra il 1928 e il 1930 sorse la sottostazione elettrica di Voltri, progettata per servire le attività industriali della Val Cerusa, in particolare cartiere e ferriere che richiedevano una fornitura energetica sempre più affidabile.

Pur essendo un’infrastruttura moderna per l’epoca, il progetto seguiva schemi costruttivi già adottati in altre sottostazioni liguri, come quella di Cairo Montenotte, realizzata diversi anni prima.

Molti la definiscono ancora oggi una centrale elettrica, ma la struttura svolgeva un ruolo diverso: trasformava e distribuiva l’energia verso le utenze industriali del territorio.

L’architettura dell’ex sottostazione elettrica Voltri

L’aspetto architettonico rappresenta uno degli elementi più belli dell’ex sottostazione elettrica Voltri.

Nei primi decenni del Novecento progettisti e committenti non si limitavano alla funzionalità. Anche le infrastrutture industriali dovevano comunicare il progresso tecnologico attraverso la loro immagine. Per questo motivo l’edificio presenta proporzioni armoniose, decorazioni curate e una qualità estetica oggi piuttosto rara in strutture di questo genere.

L’insieme richiama l’ottimismo della Belle Époque e la fiducia in un futuro costruito grazie alla scienza e all’elettrificazione del territorio.

Il portone decorato e i richiami all’elettricità

Tra gli elementi più interessanti spicca il portone d’ingresso.

Le decorazioni evocano chiaramente scariche elettriche e fulmini, trasformando un semplice elemento funzionale in una dichiarazione simbolica. Questo dettaglio racconta perfettamente lo spirito dell’epoca: l’elettricità non rappresentava soltanto una tecnologia, ma una forza capace di cambiare il mondo.

Il passaggio a ENEL

All’inizio degli anni Sessanta la nazionalizzazione trasformò profondamente il settore elettrico italiano.

Tra il 1962 e il 1963 anche la C.I.E.LI. entrò a far parte dell’Ente Nazionale per l’Energia Elettrica (ENEL). Il decreto del Presidente della Repubblica del 19 marzo 1963, n. 341, sancì ufficialmente il passaggio.

La sottostazione continuò comunque a operare ancora per diversi anni, accompagnando l’evoluzione della rete elettrica nazionale.

La dismissione negli anni Ottanta della ex sottostazione elettrica Voltri

Con il progresso tecnologico e l’ammodernamento delle infrastrutture energetiche, la storica sottostazione perse gradualmente la propria funzione.

Negli anni Ottanta entrò in servizio una nuova cabina primaria a 132 kV sulla sponda opposta del torrente. Più moderna ed efficiente, la nuova struttura assunse il ruolo svolto fino a quel momento dal vecchio impianto.

Dopo oltre mezzo secolo di attività, l’ex sottostazione elettrica Voltri concluse così la propria storia operativa.

Un dialogo tra passato e presente

Ancora oggi la sottostazione storica e la moderna cabina elettrica si osservano a breve distanza, quasi a rappresentare due epoche diverse dello stesso percorso tecnologico.

Ho raggiunto anche il nuovo impianto, che si trova a pochi minuti a piedi lungo la sponda opposta del torrente. Il confronto tra le due strutture mostra con immediatezza come siano cambiati l’approccio progettuale, l’architettura industriale e le tecnologie elettriche nel corso del Novecento.

Un piccolo capolavoro dell’archeologia industriale ligure

Pur trattandosi di una proprietà privata chiusa al pubblico, l’ex sottostazione elettrica Voltri merita comunque una sosta per chi si interessa di archeologia industriale e infrastrutture storiche.

I dettagli architettonici, le decorazioni ispirate all’elettricità e il ruolo che la struttura ha svolto nella storia energetica della Liguria la rendono una delle testimonianze industriali più interessanti dell’area genovese.

Nata per distribuire energia, a quasi un secolo dalla sua costruzione continua ancora oggi a trasmettere il fascino di un’epoca in cui il futuro aveva la forma di un fulmine.

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