La Torre di Bornholm a Dueodde
A Dueodde, nella parte meridionale dell’isola di Bornholm, tra boschi e alcune delle spiagge più belle della Danimarca, spunta una gigantesca torre bianca alta 70 metri. Difficile non notarla. Ancora più difficile immaginare che per decenni quello non fosse esattamente un posto in cui fermarsi per godersi il panorama.
Oggi la conosciamo come Torre di Bornholm, o Bornholmertårnet in danese, ma faceva parte di una stazione di ascolto del Forsvarets Efterretningstjeneste, il servizio d’intelligence della Difesa danese. Durante la Guerra Fredda il personale della stazione svolgeva da qui attività di sorveglianza elettronica rivolte verso l’Unione Sovietica e gli altri paesi del blocco orientale.
La grande torre che vediamo oggi risale al 1986. Con la sua costruzione, antenne e radar trovarono posto sulla nuova struttura. Le attività di intelligence a Bornholm, però, erano cominciate molto prima. E la scelta di questa piccola isola nel Mar Baltico non aveva assolutamente niente di casuale.
Per capirne il motivo basta guardare una cartina e tornare indietro di qualche decennio. Bornholm si ritrovò in una posizione geografica decisamente poco rilassante: danese e occidentale, ma affacciata direttamente sul mondo oltre la Cortina di ferro.
Bornholm tra Occidente e Unione Sovietica
Per capire perché Bornholm sarebbe diventata così importante durante la Guerra Fredda bisogna tornare al 1945. Sull’isola, infatti, la Seconda guerra mondiale ebbe un finale molto diverso rispetto al resto della Danimarca.
Il 5 maggio il paese festeggiava la liberazione dall’occupazione tedesca, ma a Bornholm la guerra non era ancora finita. Il comandante tedesco Gerhard von Kamptz rifiutava di arrendersi alle forze sovietiche e intendeva capitolare agli inglesi.
La risposta arrivò dal cielo. Il 7 e l’8 maggio gli aerei sovietici bombardarono Rønne e Nexø, le due principali città dell’isola, provocando gravissimi danni. Dieci civili di Bornholm persero la vita, insieme a numerosi militari tedeschi e rifugiati.
Il 9 maggio arrivarono sull’isola le prime forze sovietiche, che presero in consegna e disarmarono le truppe tedesche. Mentre nel resto della Danimarca la guerra era ormai terminata, per Bornholm iniziò così un altro capitolo. I soldati sovietici rimasero sull’isola per quasi undici mesi e gli ultimi reparti partirono il 5 aprile 1946.
La loro partenza non rese però la geografia meno complicata. Bornholm si trovava nel Baltico, protesa verso territori che di lì a poco sarebbero appartenuti al blocco orientale. Polonia, Germania Est e Unione Sovietica erano molto più vicine di quanto potesse suggerire l’immagine tranquilla di una piccola isola danese.
Con l’inizio della Guerra Fredda quella posizione diventò improvvisamente preziosa. Bornholm si trovava in prima linea davanti all’Europa orientale: un punto privilegiato dal quale osservare ciò che accadeva dall’altra parte della Cortina di ferro.
Una stazione per ascoltare oltre la Cortina di ferro
Le attività di sorveglianza e ascolto a Bornholm risalgono alla fine degli anni Quaranta. Con l’Europa ormai divisa in due blocchi contrapposti, la posizione dell’isola offriva all’intelligence danese qualcosa di molto prezioso: la possibilità di raccogliere informazioni sulle attività militari e sulle comunicazioni provenienti da Est.
Nel 1960 entrò in funzione la stazione di ascolto di Dueodde, gestita dal Forsvarets Efterretningstjeneste. Il suo lavoro rientrava nella cosiddetta SIGINT, Signals Intelligence: attività di intelligence basata sull’intercettazione e sull’analisi di segnali e comunicazioni elettroniche.
Lo scopo non era soltanto capire cosa accadesse dall’altra parte della Cortina di ferro. L’intelligence danese cercava di ricostruire le attività dell’Unione Sovietica e degli altri paesi orientali. Cercava inoltre eventuali segnali che potessero anticipare un attacco contro la Danimarca o l’Occidente.
Da questo punto di vista Dueodde godeva di una posizione difficilmente migliorabile. Secondo la documentazione dell’Agenzia danese per la cultura, dalla stazione sarebbe stato possibile captare comunicazioni radio tra unità militari situate addirittura in Cecoslovacchia.
Bornholm era insomma diventata una specie di enorme orecchio occidentale nel Baltico. Mentre sulle sue spiagge continuavano ad arrivare onde e turisti, qualcuno ascoltava ciò che accadeva centinaia di chilometri più a est. La Guerra Fredda aveva anche questo curioso talento: trasformare un’isola da cartolina in un posto perfetto per intercettare il nemico.
La torre costruita nel 1986
Nel 1986 la stazione di Dueodde cambiò definitivamente aspetto. Il servizio d’intelligence fece costruire la grande torre bianca che ancora oggi domina il paesaggio: una struttura in cemento alta 70 metri. Antenne e radar trovarono posto sulla sommità.
È questa la Torre di Bornholm che vediamo oggi. Sul lato meridionale della torre si trovava anche un grande radome cilindrico sviluppato su otto livelli: una struttura progettata per racchiudere e proteggere le apparecchiature e le antenne installate al suo interno. Oggi il cilindro è stato rimosso.
La nuova torre rappresentava l’evoluzione di un’attività che a Dueodde proseguiva ormai da decenni. Sulla sommità operavano antenne e radar, mentre nel complesso lavorava il personale del servizio d’intelligence della Difesa danese.
Vista oggi, la Torre di Bornholm ha tutto quello che serve per conquistarmi: cemento, dimensioni spropositate e l’eleganza discutibile di un ecomostro piantato in mezzo agli alberi. Praticamente il mio concetto di bel panorama. Negli anni Ottanta, però, non era un monumento alla Guerra Fredda né un punto panoramico per turisti. Era parte di un impianto militare operativo, utilizzato per raccogliere informazioni da oltre il Baltico.
La fine della stazione di ascolto
La caduta del Muro di Berlino nel 1989 e il successivo dissolvimento dell’Unione Sovietica cambiarono completamente lo scenario nel quale era nata la stazione di Dueodde. La Cortina di ferro scomparve dalle carte d’Europa, ma questo non significò che qualcuno spegnesse immediatamente le apparecchiature e chiudesse la porta.
Le attività di sorveglianza continuarono infatti anche dopo la fine della Guerra Fredda. Il servizio d’intelligence della Difesa danese mantenne operativa la Torre di Bornholm fino al 2012, quando decise di chiudere la stazione di Dueodde.
La decisione rientrava in una riorganizzazione delle attività d’intelligence, legata all’evoluzione tecnologica, ai cambiamenti nel quadro delle minacce e alla necessità di riallocare le risorse.
Si concludeva così una storia iniziata a Bornholm alla fine degli anni Quaranta. Nel frattempo erano cambiati confini, alleanze e perfino alcuni dei paesi verso i quali quelle antenne avevano rivolto la loro attenzione.
La grande torre bianca, invece, rimase al suo posto. Terminata la sua funzione operativa, era pronta a compiere una trasformazione piuttosto improbabile per un’ex installazione dell’intelligence: aprire le porte al pubblico.
Visitare oggi la Torre di Bornholm
Oggi la Torre di Bornholm ha una funzione decisamente diversa da quella originale. L’ex stazione di ascolto di Dueodde è aperta al pubblico e ospita un centro espositivo dedicato soprattutto alla Guerra Fredda e alla particolare posizione dell’isola in quegli anni.
La visita permette di entrare negli ex ambienti del servizio d’intelligence danese e di vedere apparecchiature, fotografie, filmati e materiali legati alle attività della stazione. Il percorso racconta anche l’occupazione sovietica di Bornholm, i bombardamenti di Rønne e Nexø e gli anni in cui l’isola si trovò in prima fila nel confronto tra Est e Ovest.
All’esterno sopravvivono altri particolari del vecchio impianto. Tra questi ci sono il grande impianto di refrigerazione utilizzato per raffreddare i server e perfino il vecchio forno nel quale il personale distruggeva i documenti riservati. Altro che “svuota cestino”: durante la Guerra Fredda la cancellazione definitiva aveva metodi decisamente più convincenti.
È possibile raggiungere anche la sommità della torre, a 70 metri di altezza, utilizzando l’ascensore oppure affrontando più di 400 gradini. Da lassù lo sguardo arriva su Dueodde e su una vasta parte della zona orientale dell’isola. Oggi si sale per osservare il panorama; qualche decennio fa l’attenzione era rivolta soprattutto a ciò che arrivava dall’altra parte del Baltico.
È probabilmente questo contrasto a rendere la Torre di Bornholm così interessante. Una gigantesca struttura bianca in mezzo a un paesaggio così tranquillo, nata in un’epoca in cui quella tranquillità era soltanto apparente.
La Guerra Fredda è finita e oggi sono i visitatori a entrare nella vecchia stazione. La torre, invece, è ancora lì. Per fortuna: certi luoghi raccontano la storia molto meglio quando qualcuno decide di non demolirli.
Per orari di apertura, prezzi dei biglietti e informazioni aggiornate sulla visita, consiglio di consultare direttamente il sito ufficiale della Bornholmertårnet.



